БУНТ , 40x140, Acrilico su poliestere
DIXIT - In sostanza, la Sfera sarebbe stata tutta la sua vita. Da parte sua, Henry non era necessario alla sfera: essa viveva di vita propria. I suoi microscopici pori racchiudevano una complicata catena di piccolissimi esseri viventi. C’erano microbi che vivevano nel decadimento radioattivo di un isotopo del cesio. Ce n’erano altri che si nutrivano dei microbi radioattivi e formavano proteine. Altri ancora consumavano i residui proteici dei precedenti e una certa quantità di anidride carbonica, producendo ossigeno, che veniva immesso direttamente nelle arterie di Henry. […] La Sfera conteneva tutto. Le sue culture di microbi erano eccezionali: la Sfera costava milioni. Era un miracolo, e come tutti i miracoli era contro natura.
Boris Zubkov, Evgenij Muslin, Il ribelle (1967)
Carpa (II), 70x60, batik su seta
DIXIT - Il talento se ne frega delle nostre intenzioni. Fa di testa sua, viene fuori quando gli pare e piace, finché c’è, poi quando è esaurito non si fa più vedere.
Haruki Murakami, L’arte di correre (2007)
I quattro elementi, 135x40, dipinto su seta trattata.
DIXIT - “Sei forse diventata più intelligente questa settimana?” - “No, non sono diventata più intelligente questa settimana, si vede che la verità è venuta a galla questa settimana”
Fëdor Dostoevskij, I demoni (1871; ed. italiana Garzanti, 1994)
Pesci, 140x85, batik su seta grezza. Fotografia scattata prima di rimuovere lo strato di cera.
DIXIT - Oppiomani e nuotatori avevano la medesima tendenza a considerarsi degli esseri solitari, remoti, superiori alle menti ottuse e convenzionali; le descrizioni delle loro esperienze si avvicinano a quelle di chi ha appena esplorato un territorio ignoto, e ritorna per stupirci con le sue scoperte… Era come se l’acqua, similmente all’oppio, innalzasse i nuotatori a un’esistenza di livello superiore, garantendo loro un rifugio dall’odiata vita di tutti i giorni.
Charles Sprawson, L’ombra del massaggiatore nero (1995)
Horror vacui, 45x50, batik su seta grezza
DIXIT - Ieri Zoe mi ha chiesto se ricordavo il giorno che è stata dichiarata la guerra. Io lo sapevo ma non ho potuto risponderle. Non potevo che pensare al sudore che mi bagnava le mani e le ascelle. ‘Mancanza di aggressività’, mi ha ripetuto Zoe […]. Io ho fatto finta di capire. Sono bravissima a far finta di capire. Basta guardare negli occhi chi ti parla e sorridere poco poco. Ma non ho capito, e poi non ci credo a queste scienze. Io credo che uno nasce in un modo o nell’altro e il destino te lo mettono accanto nella culla. Non ci credo alla scienza e nemmeno in Dio. Non so come, a un certo punto non ci ho creduto più.
Goliarda Sapienza, Destino coatto (2002)
Natività (dettaglio), 45x45, batik su seta con inserti dorati (e pavimento in marmo)
DÁIMŌN - “Turbine Womb” (Soap&Skin)
Alla fiera di Forlì (non è uno stornello) mi sono divertita molto: è stata la prima edizione a cui spero ne seguiranno altre: la differenza rispetto ad altre fiere del settore sta nell’avere dato spazio anche a dimostrazioni e corsi, oltre che alla promozione di attività commerciali.
Quindi l’atmosfera era tranquilla e rilassata, anche se i visitatori erano numerosi; ho imparato tante cose sul patchwork, sui fiori di lana e sulla pitttura su vetro grazie alle mie “vicine” di stand con cui ho trascorso due belle giornate.
Ed intanto ho prodotto qualche batik…


L’astronave diventa una vela (dettaglio), 40x130, gutta su seta
DÁIMŌN - La prospettiva di una turbina. Che poi ho scoperto non essere una turbina ma un condensatore di vapore. E poi è venuto fuori un oggetto che mi hanno fatto notare essere somigliante ad una vela. Chiamiamolo, per semplificare, caso.
DIXIT -“Che cos’è difatti un ottimista? In un vecchio vocabolario ho letto he è un uomo pieno di ottimismo. Dell’ottimismo lo stesso vocabolario diceva che è una gioiosa sensazione di fiducia nell’avvenire e nel successo. E’ una bella fortuna fare il linguista: tutti i dubbi si dileguano. Adesso non rimane che combinare questa sensazione gioiosa con la presenza di un lunatico armato a bordo dell’astronave…”
Arkadi e Boris Strugatski, Fuga nel futuro (1966)
Nuvole grosse, 100x100, batik su cotone. Fotografia scattata prima di rimuovere lo strato di cera.
