Cera d’api: la trovate in vendita in tutte le mesticherie; più o meno è quella che si usa per fare le candele, solo che non viene venduta in scaglie ma in piccoli granuli (o gocce) di colore giallastro. Il prezzo può variare da 6 a 15 euro per chilo.
Potete usare anche avanzi e residui di candele.
Alla cera va mescolata, in proporzioni variabili dal 30 al 50%, paraffina in granuli (o gocce): anche questa è facilmente reperibile, costa dai 3 ai 6 euro al chilo, e serve per rendere il composto più oleoso, più semplice da stendere e soprattutto più resistente all’operazione del craquelé (ovvero dello stropicciamento per fare penetrare i colori successivi).
Cera e paraffina vanno poste insieme in un pentolino e fatte fondere a bagnomaria: una volta fuse (e mantenute a temperatura di fusione), possono essere stese sul tessuto con pennelli di varia dimensione o con il tjanting.

Il tjanting è un attrezzo che serve per tracciare linee molto sottili: la parte metallica, bucata in alto, va immersa nella cera calda, che vi penetra e fuoriesce dal beccuccio in basso. La finezza del tratto dipende anche dall’inclinazione che si dà all’attrezzo quando si stende la cera.
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