Ormai mi sono abituata all’idea di dipingere partendo dalle parti bianche; tante volte mi sorprendo a guardare le cose cercandone i punti più chiari e la loro continuità con i colori più scuri.
Quello che a volte mi riesce difficoltoso è riprodurre le proporzioni, cioè di fatto, impostare la struttura, a partire dal bianco, perchè questo ragionamento implica abolire il concetto di contorno.
La mente deve disegnare un limite nel bianco, e la mano la deve seguire veloce, precisa e libera; ma il bianco sfugge e avvolge, è il colore della luce che acceca, rifiuta i confini. Di fronte al bianco l’immaginazione perde forza, e non sempre riesce ad arrivare integra al supporto.
Nel processo di trasformazione qualcosa cambia sempre: ma non è sempre facile accettare che ciò che si era pensato assuma un’altra forma quando diventa materia, soprattutto quando si constata che il controllo e l’autocontrollo non sono sufficienti ad opporsi all’inevitabilità di questa dispersione.
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