Un suggerimento: se volete usare la tecnica batik liberamente potete applicare la cera per tracciare contorni di figure o motivi, o semplicemente metterla a caso dove più vi piace, e vedere poi come il colore vi penetra dentro una volta che l’avete screpolata.
Però, se volete dipingere qualcosa di figurativo, come una natura morta, dovete partire a raffigurare le parti più chiare. Quindi, se ad esempio volete dipingere una mela tagliata su un pezzo di seta bianco, dovete partire dalla polpa, che è la parte più chiara del frutto. Poi, con gli strati successivi, numerosi quante sono le tonalità che volete ottenere, andrete ad aggiungere colori di volta in volta più scuri.
Quando si pensa ad una immagine da rendere con il batik bisogna quindi ragionare al contrario: solitamente siamo abituati a pensare ad un contorno (tracciato con una matita o qualsiasi altro attrezzo per il tratteggio) più scuro, che delimita un “esterno”, ed un “interno” che riempiamo con il colore.
Con il batik bisogna invece vedere l’immagine come se fosse un negativo fotografico, e concentrarsi sulle parti chiare: forse questo è uno dei lati più complessi di questa tecnica. Per questo motivo consiglio sempre di tenere accanto al telaio l’oggetto che si vuole dipingere, o la sua riproduzione su carta.
